| - Il Salto.
E così arrivai in cima, stanco ed affaticato. Non mi avevano ancora trovato, e mi accorsi di una cosa: Da lì in poi non avrei fatto più nulla, mi ero decisamente intrappolato. Feci pochi passo verso il burrone, e guardai verso il basso, allungai di poco la testa e subito la ritrassi per la paura. La distanza che separava la vetta e il fondo valle era enorme, sembravano kilometri ma ero convinto di poter saltare. Mi sarei ucciso, era quella la mia decisione: se non fossi morto così mi avrebbero ucciso loro, e sinceramente non avevo voglio di morire con il piombo nello stomaco, stranamente non lo digerivo bene. Ripensai per un secondo a tutte le persone che avevo amato o a cui avevo, veramente, voluto bene, come mia madre, mio padre, i miei amici, o quelli che ancora mi rimanevano. Sentivo gli ultimi battiti nel mio petto, e con il palmo della mano raggiunsi il cuore. Ero disperato, ma dovevo farlo per morire con dignità; non volevo arrendermi al loro volere, così avrei deciso di ammazzarmi. Chiusi gli occhi leggermente, per godermi l'ultimo momento di luce, e poi feci un passo avanti, poi un' altro e cominciai a correre...
Non sentivo più nulla, nessuno sparo, nessun urlo, nessun rombo, nessun boato, sentivo solo una cosa, una sola. Il battito del mio cuore che avanzava frenetico, verso il suo ultimo ansimare in una dolce poesia di profumi: La foresta, l'acqua, le rocce, il sangue, la polvere da sparo, l'odore della morte, era un Mix micidiale che però cominciavo ad amare per il suo essere inebriante...
Ma cosa mi attendeva alla fine di quel burrone? Dopo la morte, dopo il dolore, dopo quel drink, faccia a faccia con una persona a me fin troppo cara... Come potevo saperlo? |